Ecobonus

Bonus 110% ristrutturazione casa: Ecobonus e Sismabonus

 

Nel Decreto n. 34/2020, il cosiddetto Decreto Rilancio, convertito finalmente in legge il 16 Luglio, il governo ha inserito un articolo che avrà la finalità di stimolare la domanda di beni e servizi delle imprese che operano nel settore dell’edilizia ed in particolare delle ristrutturazioni. Il superbonus 110% potenzierà le detrazioni fiscali fruibili dai committenti di una ristrutturazione. 

Ecobonus 110%

Il 9 Luglio la Camera dei deputati ha approvato la conversione in legge di una serie di articoli del cosiddetto Decreto Rilancio, ed il 16 Luglio la legge è stata definitivamente approvata in Senato. Tra i vari articoli del decreto rilancio c’è anche quello relativo all’ecobonus 110%.

L’articolo aveva subito delle modifiche da parte della Commissione Bilancio ed ora, dopo l’approvazione della Camera e quella al Senato sono stati approvati e pubblicati in gazzetta ufficiale anche i decreti attuativi del MISE e l’agenzia delle entrate ha pubblicato una guida ed una prima circolare applicativa. 

Insomma il bonus 110% è operativo a tutti gli effetti. 

Ma di che cosa si tratta? Su quali interventi è possibile avere il 110%? Quali sono i soggetti che lo possono richiedere e quali, invece, sono esclusi? E poi, la domanda che tutti si fanno: è possibile davvero realizzare dei lavori in casa propria senza pagarli? 
Cerchiamo di rispondere a queste e ad altre domande con questo articolo: 

Lavori trainanti e lavori trainati: 

Domande e risposte

Prenota il tuo intervento al 110%

Che cos’è il bonus 110%?

Iniziamo con la domanda più facile. In che cosa consiste questo bonus del 110%?
Si tratta di un incentivo per rinnovare gli edifici previsto nel cosidetto D.L. Rilancio, formulato dal governo durante il periodo di lockdown (chiusura forzata delle aziende per arginare la diffusione del Covid 19).
La finalità del decreto era quella di rilanciare l’economia messa a dura prova dal Covid. 

Ma, venendo specificamente al 110%, la finalità è anche quella di rinnovare drasticamente le performance energetiche degli immobili italiani diminuire i consumi di gas metano e ridurre l’emissione di CO2, ottemperando così agli obblighi assunti con l’Europa. 

Insomma, due piccioni con una fava. 

In che cosa consiste il bonus 110%?

L’incentivo prevede la possibilità, per gli acquirenti, di ottenere un “bonus”, un “credito fiscale” che ti darà la possibilità di detrarre dalle tasse il 110% di quanto hai speso in soli 5 anni

Nell’ipotesi in cui un tu spenda, quindi, 10.000 € per un intervento agevolato, potrai detrarre la cifra di 11.000 € in 5 anni dalle imposte che dovrai pagare, detraendo 2.200 euro all’anno dalle tasse che paghi.

Ma c’è un’altra straordinaria possibilità offerta da questa legge: potrai scegliere di cedere, di vendere questo bonus ottenendo immediatamente una cifra, seppur minore. 

Ecobonus 110% su cappotti termici e caldaie in pompa di calore

Ecobonus 110%: un opportunità straordinaria

Insomma la nuova detrazione del 110% –  nata per rilanciare l’edilizia ed agevolare la riqualificazione energetica delle abitazioni – è straordinaria per almeno tre aspetti, rispetto alle precedenti agevolazioni: 

  • 1) Il primo è chiaramente la percentuale di recupero, il 110%!! La cifra che viene rimborsata è addirittura superiore alla spesa realmente sostenuta
  • 2) inoltre l’ecobonus prevede anche un recupero in 5 annianziché in 10 anni come per l’agevolazione 50% sulle ristrutturazioni 
  • 3) infine per la possibilità di cedere il bonus in diverse forme: a chi fa i lavori, alla banca, ad altre aziende o finanziarie terze. 

Interventi trainanti ed interventi trainati: quali danno accesso al 110%?

Comprendere il funzionamento dell’ecobonus non è affatto complicato. Ma dobbiamo capirci sulla terminologia.

Le prime due parole che dobbiamo imparare sono: “interventi trainanti” ed “interventi trainati“. 

I primi, gli interventi TRAINANTI, sono quelli che aprono la strada all’ottenimento del 110%  e sono tre:

  • il primo sembra difficile: è “isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali o inclinate, che interessano l’involucro dell’edificio con incidenza superiore al 25%”. Tradotto significa: il cappotto termico e l’isolamento del tetto.
  • il secondo: “interventi su parti comuni dell’edificio relativi a sostituzione di impianti di climatizzazione sia a condensazione che a pompa di calore”. Tradotto: sostituzione di caldaia in un condominio
  • il terzo: “interventi su edifici unifamiliari di sostituzione di climatizzazione a pompa di calore”. Tradotto: sostituzione di una caldaia in una abitazione con una pompa di calore elettrica o con una caldaia a condensazione a gas. 

A​ssieme agli interventi trainanti possono essere compiuti degli interventi TRAINATI, che, se abbinati ai primi, possono godere anch’essi del 110% e si tratta di fotovoltaico, batteria di accumulo, colonnina di ricarica, serramenti, impianto a pavimento e pavimenti (in alcuni casi) etc. 
Li vedremo meglio più avanti. ​​​

interventi trainanti e salto di due classi

Vediamo adesso CHI può usufruire del Superbonus (e requisiti del soggetto) e su QUALI immobili (e requisiti dell’edificio). 

 

Chi può usufruire del bonus 110%

Il legislatore ha previsto che possano accedere al bonus 110%:

  • le persone fisiche che sono proprietarie di immobili residenziali (non destinati ad attività di impresa, arti o professioni) in relazione agli interventi realizzati sui condomini e sulle singole unità immobiliari che devono essere adibite ad abitazione principale.
  • gli istituti autonomi case popolari per gli interventi eseguiti su case di loro proprietà
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi sulle case delle cooperative

Ecobonus 110% chi ne può beneficiare

Tra le modifiche alla legge, la commissione bilancio ha approvato la possibilità di estendere il bonus 110% anche sulle seconde case. 
Pertanto si potranno eseguire opere di efficientemente energetico anche su una seconda casa.
Il bonus è comunque limitato a due sole unità immobiliari, non più di due.

Superbonus 110% e abitazione singola
Caratteristiche di una abitazione unifamiliare per il beneficio del 110%
Superbonus 110% condominio
Come si accede al 110% in un condominio 
SUPERBONUS 110 BIFAMILIARE
Una abitazione bifamiliare può accedere al 110% come casa singola o come condominio, in base a queste caratteristiche:

Tipo di possesso dell’immobile per aver diritto al 110%

Le modalità di possesso dell’immobile che danno diritto all’agevolazione sono molte. Per poter accedere al bonus 110% devi essere:

  • il proprietario dell’abitazione
  • il nudo proprietario
  • un titolare di diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione, superficie)
  • detentore dell’immobile in base a contratto di locazione, comodato regolarmente registrato 
  • un famigliare del possessore o detentore dell’immobile

Insomma puoi effettuare degli interventi di efficientamento energetico non solo se sei proprietario ma anche se sei in affitto o se abiti la casa con un comodato gratuito (magari la proprietaria è la mamma).
L’importante in questi casi è avere il consenso scritto dei lavori firmato dal proprietario

 

Immobili: quali non danno diritto al superbonus?

Chiarito chi sono i beneficiari del Superbonus vediamo ora quali situazioni dell’edificio impediscano di ottenere il superbonus. Vediamo i casi più frequenti in questa tabella e poi approfondiamo:

edifici non ammessi
Edifici non ammessi al beneficio del 110%

Abitazioni intestate a società o immobili non residenziali: no 110%

Imprese e società non possono accedere al superbonus ristrutturando direttamente i propri immobili, tantomeno se si tratta di immobili a destinazione non residenziale. Ci sono alcune eccezioni: ad esempio se una società possiede un appartamento in un condominio, il condominio potrà accedere al superbonus per gli spazi comuni ma la società non potrà accedervi per interventi sul singolo appartamento. Oppure, altra eccezione, se la società e proprietaria di un immobile e lo concede in locazione o in comodato (con contratto registrato) ad una famiglia, quest’ultima potrà ristrutturare l’appartamento ed accedere al superbonus anche se l’immobile è di proprietà di una società.

soggetti esclusi dal 110%

Bonus e terze case: no 110%

Se nel decreto inizialmente erano escluse dall’agevolazione le spese effettuate su abitazioni secondarie ora la norma prevede che, invece, sia possibile realizzare gli interventi e godere del bonus 110% anche nelle seconde case
La modifica approvata in commissione bilancio è diventata legge.
Rimane il limite delle due abitazioni per persona: quindi puoi ottenere il bonus sia con lavori sulla prima casa che sulla seconda casa ma non su una eventuale terza casa.

Bonus e ville o case di lusso: no 110%

Rimangono escluse dal bonus 110 le case di lusso, le ville ed i castelli, quindi gli immobili che il catasto individua nelle classi A1, A8 e A9. 

Bonus 110% in hotel e strutture alberghiere: non ammesso

Sembrava potessero accedere all’agevolazione anche gli immobili con destinazione turistica o alberghiera, ma al momento anche queste strutture sono escluse. 

Conflitto tra superbonus e detrazioni già in corso sugli stessi interventi?

Se un proprietario di una abitazione ha già effettuato ristrutturazioni e sta ancora usufruendo delle detrazioni al 50 o al 65% sugli interventi realizzati anni fa, può accedere al 110%?
Si, puoi ottenere lo stesso il 110%: il fatto che siano stati realizzati interventi analoghi e che la detrazione sia ancora in corso non inficia il superbonus a patto che, ovviamente, sussistano tutti gli altri presupposti (ad esempio che si riesca comunque a fare il salto di due classi nonostante l’immobile fosse già stato efficientato). 

Ecobonus e case non riscaldate

Se l’abitazione non è dotata di impianto di riscaldamento NON può accedere al superbonus. Il bonus scatta solo nei casi in cui l’abitazione sia dotata di impianto di riscaldamento.

L’impianto deve essere funzionante o deve poter essere riattivabile con un intervento di manutenzione, eventualmente anche straordinaria.
In alcuni casi il termotecnico può considerare “impianto” anche una stufa o un camino a legna ma deve essere prodotto il libretto di impianto. 

Ma nel caso in cui si tratti di un immobile vecchio, magari con un camino o una stufa malandati ma installati e funzionanti? Clicca su dettagli per approfondire.

+ dettagli

Bonus: case con abusi edilizi

Le case che presentano abusi edilizi di qualsiasi tipo non possono accedere al superbonus 110%. Infatti una delle prime cose che ti chiederà lo studio tecnico che incaricherai sarà quella di poter fare un “accesso agli atti in comune” per verificare la conformità del progetto presentato rispetto allo stato di fatto. Se la casa presenta abusi (tettoie, pareti interne spostate, porte spostate, paretine in cartongesso etc) vanno rimossi o sanati. 
Attenzione: una pratica di sanatoria, in comuni dove gli uffici tecnici sono perennemente ingolfati, potrebbe richieder anche 6/8 mesi. Specie in questo momento dove il Covid ha rallentato ancora di più l’operatività degli uffici pubblici. 

Se vuoi sapere come ottenere il bonus 110% anche con abusi edilizi clicca su dettagli:

+ dettagli

 

Il bonus 110% è già operativo? 

Il cosiddetto “Decreto Rilancio” è un Decreto Legge, quindi come tutti i decreti legge aveva una validità “provvisoria” che diventa definitiva solo con la conversione in legge. 

Il decreto è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il 19 Maggio quindi è ufficialmente in vigore ma doveva essere convertito in legge entro 60 giorni, pena la decadenza. 

La definitiva approvazione della legge è avvenuta il 16 Luglio, con l’approvazione prima della Camera e poi del Senato con la Legge 77/2020.

Che cosa stiamo aspettando per partire?

I decreti attuativi sono già stati firmati e l’agenzia delle entrate ha già pubblicato sul sito una guida al bonus 110%.

Il quadro normativo è quindi completo e definito già dalla metà di Agosto, anche se ci sono ancora dubbi intepretativi e operativi che stanno emergendo, specie quando ci si trova dinanzi a casi particolari.

Il patrimonio immobiliare italiano è fatto di migliaia di situazioni particolari, di case sopra a negozi, di villette a schiera con ingresso in comune, di case di corte o di contrade con corti e strade private…

Ebbene molte tipologie di immobili rischiano di essere classificati come “condomini” ed avere quindi regole differenti rispetto alle “case singole”. 

bonus 110: procedura approvazione leggi

La data di partenza dei lavori

In ogni caso già nel decreto, all’articolo 128 dedicato al 110%, si era stabilito che la misura dovesse essere applicata per le spese sostenute dal 1° Luglio 2020 e fino al 31 Dicembre 2021.

Rimane il primo di Luglio la data a partire dalla quale i lavori sono agevolabili. Abbiamo già alcuni clienti – che hanno liquidità, capienza fiscale per tenere per sé il bonus ed anche una buona dose di coraggio – che sono già partiti con i lavori.

1 luglio bonus 110
La data di partenza è il primo di Luglio, ed infatti abbiamo già iniziato i primi lavori con il 110%

 

A che cosa fare riferimento?

In sostanza non ci sono più ostacoli e pur rimanendo dei dubbi, nella maggioranza delle situazioni ci sono tutte le informazioni per procedere. 

La legge ha ottenuto il via libera dalla commissione Bilancio ed è stata approvata definitivamente, ma con alcune modifiche importanti rispetto al decreto rilancio, per esempio nei massimali di spesa.
Pertanto, da oggi in poi, va fatto riferimento alla legge definitiva – la 77/2020 – e non più solo al Decreto di Maggio.

La “bibbia” per il cliente finale deve affrontare dei lavori ed ottenere il bonus 110% è la guida dell’agenzia delle entrate pubblicata il 24 luglio 2020, che si trova nel sito.  

SUPERBONUS 110% - guida agenzia delle entrate
La copertina della guida al superbonus 110% che si trova nella apposita sezione del sito dell’agenzia delle entrate. 

Che cosa fare in questo momento? 

Le prime cose da fare per affrontare gli interventi 110 sono:

  • 1) individuare lo studio tecnico che ti seguirà nella fase preliminare e poi nella conduzione dei lavori e nella produzione della documentazione necessaria per il 110. Lo studio tecnico sarà fondamentale, per cui sceglilo in base alla competenza e non in base al prezzo (la parcella la detrarrai, anch’essa al 110%). 
  • 2) individuare un termotecnico (oppure chiedere al tuo studio tecnico se possono indicartene uno) che dovrà fare l’analisi iniziale, l’asseverazione finale e la trasmissione della pratica all’Enea.  
  • 3) individuare i lavori da fare, non limitandosi a “considerare solo quelli gratis” ma considerando quelli necessari a rinnovare la casa e cercare di determinare i costi 
  • 4) capire se hai tutta la liquidità necessaria per affrontare autonomamente l’investimento. 

Bonus 110% liquidità

Se hai la liquidità necessaria parti in vantaggio rispetto a molti altri che, come te, vogliono usufruire del bonus. 

Se i soldi li hai investiti in titoli di stato o altri investimenti a basso rischio (fondi monetari o fondi liquidità) considera che se decidi di smobilizzarli per investirli nella tua casa ti renderà il 10% in 5 anni, rendimento molto difficile da ottenere con un titolo di stato. 

Non solo.

Con questo investimento renderai più efficiente la tua casa, spenderai meno per scaldarla o raffreddarla, ed il valore dell’immobile salirà. 
Insomma non dovresti aver dubbi su questo investimento. 

Ma se, invece, tu non avessi liquidità?   

Se voglio fare i lavori ma non ho liquidità? 

In questo caso hai comunque (almeno) tre possibilità:

  • 1) trovare un fornitore che ti faccia lo sconto in fattura: tu non paghi nulla, lui si tiene il bonus e tu hai i lavori fatti gratis.
    Ma non voglio illuderti: i fornitori di beni e servizi soggetti all’ecobonus 110%, come noi, sono tutti oberati di richieste e possono permettersi di scegliere il cliente “migliore”, cioè quello che è in grado di presentarsi con l’assegno dell’acconto per primo. Insomma trovare uno che ti fa lo sconto in fattura non è così facile.  
  • 2) trovare una banca che ti faccia un “finanziamento ponte“, finanziamento che si autoestingue non appena otterrai il bonus 110%, che la banca incasserà. Questo ti permette di avere la liquidità necessaria per scegliere tu il miglior operatore e non doverti “accontentare” di un fornitore qualunque (non sottovalutare la qualità del lavoro: gratis va bene ma a patto che sia durevole).
  • 3) Trovare una ESCO o una finanziaria disposta a finanziare l’intervento, a realizzarlo in qualità di capo-commessa e a tenersi il bonus 110% come pagamento. La finanziaria incaricherà, a delle imprese in sub-appalto, l’esecuzione fisica dei lavori in cantiere e tu non dovrai sborsare nulla. Ce ne sono molte e molte ne stanno nascendo.  

superbonus 110%: finanziamenti per avere liquidità

Perché anticipare i tempi?

Secondo noi ogni giorno che passa è prezioso perché gli idraulici in grado di cambiare una caldaia ed i cappottisti sono un numero limitato e stanno ricevendo decine e decine di richieste.

Antipare i tempi ti permetterà di:

  • scegliere gli operatori migliori che, un po’ alla volta, si troveranno oberati di ordini e impossibilitati a farti anche solo un preventivo 
  • evitare il temuto “esaurimento del plafond” stanziato. Al momento si tratta di 7 miliardi di euro. L’importo, che a prima vista sembra considerevole, in realtà consente di finanziare poco più di 100.000 interventi di cappotti termici, decisamente poco rispetto alla necessità ed al consistente patrimonio immobiliare in Italia .La politica ha più volte espresso l’intenzione di ampliare il plafond utilizzando i fondi europei, ma non è detto che vi riesca. 
  • riuscire a prenotare per tempo i materiali (pompe di calore e pannelli per il cappotto). Anche in questo caso i prodotti di qualità saranno difficili da reperire da qui a qualche mese. 

ECOBONUS 110% - I TEMPI

Prenota il tuo cappotto o la nuova caldaia al 110%

Vuoi prenotare l’esecuzione di un cappotto o la sostituzione di una caldaia con il bonus 110%? Abiti a Lecce o nella provincia di Lecce e vuoi approfittare dell’ecobonus per ristrutturare la casa, renderla più efficiente, aggiungere un impianto fotovoltaico oppure rifare i serramenti? 
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Interventi è ammesso il bonus 110%: i massimali

Abbiamo detto che la detrazione fiscale del 110% viene concessa, innanzitutto, su due interventi trainanti:

  • isolamento a cappotto e
  • sostituzione di caldaia

Come vedremo ci sono poi altre tipologie di interventi collegati a questi (i c.d. interventi trainati) che possono accedere alle stesse agevolazioni.

Vediamo più nel dettaglio questi interventi trainanti ed i relativi massimali:

Isolamento dell’involucro dell’abitazione: il cappotto

  • si tratta di opere di isolamento termico delle superfici opache verticali (cappotto termico) e orizzontali ed anche inclinate (isolamento del tetto) che interessano l’involucro dell’edificio che dovranno avere un’incidenza superiore al 25% della superficie “disperdente”.

    In decreto era stato fissato un importo massimo della spesa 60.000 € per ogni unità abitativa che compone l’edificio, importo considerato, a ragione, troppo elevato. 

    In commissione bilancio, e con l’approvazione definitiva della legge il 16 luglio, gli importi sui cappotti sono stati così definitivamente modificati:
    50.000 € per edifici unifamiliari e per case plurifamiliari con ingresso indipendente (case a schiera),
    – 40.000 € per edifici plurifamiliari con ingresso indipendente (piccoli condomini fino a 8 unità) e
    – 30.000 € per edifici plurifamiliari con più di 8 unità (medi e grandi condomini).  

cappotto termico ed ecobonus 110%
Il primo degli interventi “trainanti” è il cappotto termico. 

Sostituzione del climatizzatore invernale (cioè della caldaia)

Qui vanno considerate due situazioni: la sostituzione della caldaia in un condominio oppure in una abitazione unifamiliare. 

  • a) sostituzione nel condominio degli impianti di climatizzazione invernale (caldaia) con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A.

    Le recenti modifiche lo hanno ridotto ed ora è di:
    20.000€ per edifici fino ad 8 unità e
    – 15.000 € per edifici con più di 8 unità immobiliari 

  • b) interventi eseguiti su edifici unifamiliari (casa singola) per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale (caldaia) esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici ovvero con impianti di microcogenerazione. Importo massimo 30.000
pompa di calore ed ecobonus 110%
L’installazione della caldaia in pompa di calore è il secondo degli interventi “trainanti”. 

E per gli interventi “trainati“? quali sono i massimali? li vedremo più avanti nell’articolo…

Ora concentriamoci sulle condizioni richieste dagli interventi, in particolare quella che prescrive che gli interventi (singolarmente o nel complesso) debbano riuscire ad alzare di due classi energetiche le performance dell’abitazione. 

Le condizioni per accedere al 110%

Perché tu possa accedere alle agevolazioni di cui sopra devi, però, rispettare queste condizioni:

  • i materiali isolanti devono rispettare i criteri ambientali minimi (Decreto del Ministero dell’Ambiente 11 Ottobre 2017), sono i cosiddetti CAM;
  • devono soddisfare i requisiti minimi stabiliti dal Mise (art. 14 comma 3-ter del D.L. 63/2013);
  • devono migliorare di almeno due classi energetiche l’edificio ovvero devono consentire il raggiungimento della classe energetica più alta da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica A.P.E. rilasciato da tecnico abilitato nella forma di dichiarazione asseverata. 

C’era stata una proposta di modifica per abbassare da due ad una sola classe il miglioramento, ma la proposta non ha avuto ascolto, per cui la legge definitiva prevede l’aumento di due classi. 

110 agevolazione

Alcuni tecnici, da noi contattati, ci fanno presente che un’altra delle condizioni reputate necessarie per accedere al 110% sia necessario stendere e firmare contratto di appalto in forma scritta e redatto allegando un capitolato estremamente analitico e strutturato in base al prezziario regionale della Regione Veneto.
La regione Veneto ha appena approvato, a fine Luglio, il prezzario e l’ha pubblicato sul sito. 

Questo è un onere da considerare perché generalmente, tra privati, gli appalti sono formulati in modo estremamente sintetico ed i preventivi riportano delle voci generiche che in questo caso non saranno accettate. La sola formulazione del capitolato in modalità “quasi da appalto pubblico” richiede molto più lavoro da parte del tecnico che dovrà occuparsene e dei vari operatori chiamati a formulare i preventivi.  

Senza il doppio salto di classe niente 110%

Che si opti per la realizzazione di un cappotto (che può essere esterno, interno o nell’intercapedine) o per l’installazione di una nuova caldaia in pompa di calore o per entrambi gli interventi, l’asticella da superare rimane quella dell’aumento di due classi energetiche, valida per tutti gli edifici con l’unica eccezione di quelli vincolati, per in quali non sussiste nemmeno l’obbligo di realizzare uno dei due interventi trainanti.  

indispensabile il salto delle due classi energetiche

Chiaramente il salto delle due classi può essere realizzato anche abbinando agli interventi trainanti (cappotto e caldaia) degli interventi trainati come la sostituzione dei serramenti. 

Nei casi in cui l’abitazione sia già provvista di cappotto, di serramenti ad alte performance e si voglia solo cambiare la caldaia con la pompa di calore difficilmente si sarà in grado di ottenere il duplice salto di classe richiesto per ottenere la detrazione del 110%. 

Per questo motivo la prima cosa da fare è organizzare la visita di un termotecnico che, con una analisi in loco e poi con dei calcoli e delle simulazioni, sia in grado di stabilire se, con gli interventi che vuoi fare, riuscirai ad ottenere l’aumento delle due classi energetiche.
Questa analisi di fattibilità avrà un costo, ma questo è un “gettone” da pagare per poter capire se si riesce a salire sul treno degli incentivi fiscali oppure no. 

Gli interventi “trainati” e l’ecobonus 110%

A patto di avere realizzato almeno uno degli interventi trainanti (cappotto, sostituzione caldaia in condominio, sostituzione caldaia con pompa di calore in casa) ti permetterà di estendere la detrazione del 110% anche ad altri interventi, quali:

  • sostituzione degli infissi (serramenti) con un plafond il cui limite massimo, questa volta, non è di spesa ma di detrazione ed ammonta a 60.000 € (quindi il massimale di spesa è 54.545,45 €).
  • installazione di schermature solari
  • installazione di sistemi di termoregolazione usufruibili da remoto
  • microgeneratori in sostituzione di impianti esistenti 
  • impianti fotovoltaici (limite di spesa 48.000 €)
  • sistemi di accumulo, quindi batterie per il fotovoltaico (limite di spesa di 1.000 euro per ogni kw di accumulo)
  • installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli (massimale di 3.000 euro)

Alcuni di questi interventi hanno dei massimali assoluti, per altri sono previsti dei costi massimi per unità di misura (come per esempio nelle batterie di accumulo).

Gli interventi trainati e il bonus 110%

Superbonus 110% è cumulabile con altre agevolazioni?

Oltre al 110% sono tuttora in vigore altre agevolazioni sia per interventi di riqualificazione energetica che ristrutturazioni che di altro tipo. Come ci si comporta quando l’intervento da fare in una abitazione è più complesso e comprende vari ambiti? 

Facciamo qualche esempio: l’installazione di un impianto solare fotovoltaico, fatto senza che ci siano i cosiddetti “interventi trainanti” (cappotto e caldaia) da diritto ad un credito fiscale del 50% in 10 anni. Se viene fatto congiuntamente ad un intervento trainante, come il cappotto, da diritto ad un credito fiscale del 110% in 5 anni. 

Ovviamente le due agevolazioni non sono cumulabili: cioè puoi decidere di utilizzare una delle due agevolazioni ma non puoi avere sia il 110% che il 50% per la stesso intervento (cioè non puoi chiedere il 160% della spesa!!). 

Nel caso, invece, in cui tu decida di fare più interventi riconducibili a diverse categorie agevolativi, sarà possibile usufruire di ciascuna agevolazione nell’ambito di ciascun massimale di spesa.

Facciamo un altro esempio: se devi fare un cappotto alla tua abitazione e contemporaneamente trasformare una camera da letto in un bagno potrai usufruire del 110% sul cappotto e del 50% sulle spese per realizzare il bagno. Questo a condizione che le spese siano distintamente contabilizzate (due distinte fatture e due distinti bonifici) e che siano rispettati gli adempimenti specificamente previsti per ciascun intervento. 

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Interventi trainati: i pavimenti possono avere il bonus 110%?

Come abbiamo appena visto la legge dispone che il perimetro applicativo dell’agevolazione si possa estendere anche agli interventi di cui all’articolo 14 del d.l. 63/2013 a condizione che vengano realizzati congiuntamente a quelli elencati nel comma 1.
Gli interventi “trainanti” sono quelli principali, quindi cappotto e sostituzione di caldaia.
Mentre tra gli interventi “trainati” vengono citate, come abbiamo visto, le finestre che potrebbero essere, anch’esse, oggetto di rifacimento assieme al cappotto beneficiando, quindi, del 110%.
In sostanza, proseguendo con l’esempio, se decidi di fare il cappotto puoi godere del 110% anche sul rifacimento delle finestre

E per i pavimenti di casa tua? è possibile godere del bonus 110 anche in caso di sostituzione dei pavimenti?
Per risponderti occorre fare una premessa. 

L’Agenzia delle Entrate nella Risposta 224/2020 in cui un contribuente chiedeva se potessero essere agevolati con il bonus per gli interventi antisismici anche interventi minori correlati. Nella risposta l’Agenzia delle Entrate afferma che per il bonus sismico l’intervento di categoria superiore assorbe quelli di categoria inferiore a esso collegati o correlati.
Nel caso di bonus sismico 110%, quindi, la detrazione al 110% spetta, nei limiti previsti, anche in relazione alle spese sostenute per gli ulteriori interventi necessari al completamento dell’opera, come il rifacimento dell’’intonaco di fondo, di quello di finitura della tinteggiatura e dei decori. 

pavimenti ecobonus 110

L’Agenzia delle Entrate aveva già chiarito lo stesso principio, sempre riferendolo al sismabonus, nella risoluzione 147/2017 specificando che nell’ambito di lavori per il miglioramento sismico (che usufruiscano del bonus maggiorato al 70-80%) possano rientrare anche gli interventi di manutenzione ordinaria (ad es. intonacatura e tinteggiatura) necessari per il completamento dell’opera nel suo complesso.

Seguendo questo principio la sostituzione di una caldaia abbinata ai termosifoni con una pompa di calore abbinata all’impianto a pavimento necessita anche del rifacimento del pavimento, che diventerà parte dell’impianto radiante.
Tutti questi interventi, quindi rientreranno nel bonus 110%.

Pertanto anche sulla spesa per il nuovo pavimento, nel caso appena visto, ti spetta il 110%,  rispettando due massimali. Il primo è il massimale di spesa “unitario” di 150,00 € al metro quadrato che comprende sia l’impianto a pavimento, che il massetto e pavimento. Questo massimale è abbastanza alto da consentire di pagare l’impianto a pavimento completo di collettori e accessori (circa 70/80 euro), il massetto (circa 15 euro) ed un pavimento da circa 60 euro compresa la posa in opera. 

Bonus 110: massimale per i pavimenti

Ma c’è il secondo massimale da rispettare, più limitante, è quello della sostituzione della caldaia che in una casa singola, ad esempio, è di 30.000 euro. Questo significa che, ad esempio, se la sostituzione della caldaia, compresa installazione ed accessori ha un costo di 15.000 euro, abbiamo a disposizione altri 15.000 euro per realizzare l’impianto a pavimento, i massetti ed i pavimenti.
Chiaramente dipende da quanti metri quadrati di pavimento ci sono in una casa. Se ipotizziamo una casa a due piani di 80 metri per piano, i 15.000 euro sono sufficienti per acquistare il massetto ed un buon pavimento.  

MASSIMALE PER IMPIANTO A PAVIMENTO

Fotovoltaico ed altri interventi al 110%

Da quanto hai già letto più sopra è facile dedurre che se oltre al cappotto hai in mente di fare anche un impianto fotovoltaico a casa tua, il momento è davvero propizio!
L’esecuzione di uno degli interventi trainanti per il 110% permette, infatti, di estendere l’applicazione dell’agevolazione anche alle opere di:

  • installazione di impianti solari fotovoltaici per una spesa non superiore a 48.000 euro e con il limite di 2.400 € per kw di potenza nominale
  • installazione di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici sempre per una spesa massima di 48.000 euro e con il limite di 1.000 euro per ogni kWh di capacità di accumulo
  • installazione di colonnine di ricarica per auto elettriche negli edifici

Come per le finestre anche in questo caso il fotovoltaico è agevolato solo se viene eseguito in contemporanea con il cappotto o con la sostituzione della caldaia. Si tratta di un altro esempio di intervento “trainato”. 

Inoltre nel caso di installazione di fotovoltaico l’agevolazione è vincolata al fatto che eventuale energia non consumata va ceduta gratuitamente al GSE. 

ecobonus 110 fotovoltaico

 

Cessione del bonus e sconto in fattura

In luogo della fruizione del beneficio mediante detrazione di imposta in 5 anni il cliente/contribuente può scegliere tra:

  • lo sconto in fattura e quindi cessione del bonus fiscale all’esecutore dei lavori in cambio di uno sconto in fattura
  • la cessione del credito e cioè la cessione ad una banca o azienda terza del beneficio fiscale a fronte di un compenso

In sostanza se il proprietario non ha la disponibilità finanziaria per affrontare l’intervento oppure non ha capienza fiscale per detrarre il bonus, può “scaricare” la questione sul fornitore (sconto in fattura) o valutare la cessione a terzi (banche o finanziarie).

bonus 110%, sconto in fattura e cessione

Non possiamo fare a tutti il cappotto (ed altri lavori) gratis 

In questo momento stiamo ricevendo moltissime richieste per interventi con lo sconto in fattura. 
Dobbiamo per forza selezionare gli interventi ed abbiamo l’ingrato compito di dire di no ad alcuni clienti che vorrebbero affidarci i lavori.
Ma i tempi sono stretti, poco più di un anno, ed il numero di lavori che possiamo fare è limitato.

Dobbiamo, pertanto, selezionare gli interventi secondo un criterio che ci permetta di far lavorare tutti i dipendenti ed i collaboratori dell’azienda e non solo chi fa cappotti o sostituzione di pompe di calore. Il nostro obiettivo è quello di non dover essere costretti a mettere in cassa integrazione parte di dipendenti e artigiani (dei settori non 110%) e nel contempo vedere oberati di lavori i dipendenti che lavorano nei settori 110%.

Per questo motivo dobbiamo adottare un criterio di selezione.  

Precedenza a chi ci sceglie anche per…

Abbiamo deciso che daremo la precedenza ai clienti che ci scelgono anche per interventi che – pur non avendo l’incentivo al 110% – sono il nostro “core business”, quindi pavimenti e bagni e cucine. Provo a spiegarmi meglio: se un cliente deve rifare i pavimenti ed i bagni e sceglie di farli con noi perché è già stato nostro cliente, perché ci conosce, perché ha sentito dire che siamo bravi e lavoriamo bene… ecco, questo cliente avrà la possibilità di richiederci anche il bonus 110% su cappotti, pompe di calore ed anche interventi trainati. 
Questo riguarda, chiaramente, anche quei clienti che già ci hanno scelto, a cui abbiamo già fatto i pavimenti o i bagni o i clienti a cui stiamo facendo i lavori in questi giorni. 
In sostanza abbiamo deciso di privilegiare chi ci sceglie non solo perché oggi c’è la possibilità di fare il cappotto gratis, ma che ci ha già dato o ci darà la fiducia anche sui lavori che non erano e non saranno agevolati con il 110%. 

Esempio di cessione del bonus 110%

Scendiamo ora nel concreto ed ipotizziamo che tu abbia in mente di fare un nuovo cappotto per casa tua. Per prima cosa dovremo, con l’aiuto di un termotecnico, formulare l’analisi energetica dell’edificio ed identificare, assieme, i materiali e la tipologia di intervento ed a quel punto formuliamo un preventivo, supponiamo di 30.000€ per il lavoro completo “chiavi in mano”.

Questo ti consentirà di ottenere un bonus del 110% e quindi 33.000€. 
Ed a quel punto tu hai tre strade, tre scelte possibili. 

1. Utilizzo diretto del bonus

Questa è la strada più facile e la più redditizia per te. Se hai 30.000 euro disponibili puoi semplicemente pagare la nostra fattura mediante bonifico, ricevere questo bonus che scalerai dalle tue tasse sui tuoi redditi.
Ogni anno potrai portare in detrazione la cifra di 6.600€ all’anno, per 5 anni. In questo modo tutto quello che hai speso ti tornerà indietro sotto forma di risparmio fiscale e guadagnerai anche un 10% extra. Se gli stessi 30.000 li investissi in titoli di stato guadagneresti molto meno.
Per scegliere questa strada servono due cose: la liquidità per pagare gli interventi e la capienza fiscale e cioè avere un volume di tasse da pagare sufficiente. 

Nel caso in cui tu non abbia liquidità né capienza fiscale ti restano altre due ipotesi: chiedere uno sconto diretto in fattura oppure di cedere il bonus ad una azienda terza.

2. Sconto del bonus in fattura

Sempre con lo stesso esempio, anziché pagare una fattura di 30.000 € puoi accordarti con noi (o con i tuoi fornitori) di lasciarci il bonus di 33.000 in cambio di uno sconto immediato sulla fattura che porterà a zero il costo per la realizzazione del nuovo cappotto o degli altri interventi 110%. In questo caso ci rimetti l’extra 10% ma ottieni il lavoro subito e a spese zero.

Questa formula è obbligatoria per chi: 

  • non ha la liquidità necessaria per sostenere i costi del cappotto e
  • non ha capienza fiscale per poter detrarre dalle tasse l’investimento e
  • non vuole o non può finanziarsi in banca 

Lo sconto in fattura è, però, molto difficile da ottenere, sia con noi che con tutti gli operatori del settore. Più avanti ti spiegherò perché.  

3. Cessione del bonus a banche o aziende terze

Nel caso in cui il tuo fornitore non fosse interessato o non potesse farti lo sconto in fattura? Magari anche lui non ha capienza fiscale e nemmeno risorse finanziarie per anticipare i costi dei materiali e per pagare la manodopera. In questo caso potrai valutare la possibilità di farti finanziare e poi cedere il bonus 110% ad una azienda terza o a banche, assicurazioni o finanziarie che acquisteranno il tuo bonus.

Si tratterà di capire quanto sarà valutato, cioè quanto l’azienda terza sarà disposta a pagare per il tuo bonus di 33.000€.
Le banche – che a nostro avviso sono l’interlocutore più valido – si stanno già organizzando per l’acquisizione del bonus, come puoi vedere cliccando su dettagli. Le due banche “apripista” (Unicredit e Intesa) hanno già comunicato la possibilità di acquisire il bonus 110% ai loro clienti a, circa, 100.

Al momento (10 Settembre 2020) Unicredit li acquista, da cliente privato, a 102 mentre Banca Intesa li acquista a 100. Molte altre banche si stanno muovendo con formule simili ed anche una compagnia di assicurazioni, Generali, si è detta interessata ad acquistare crediti. 

 

Perché ottenere lo sconto in fattura o la cessione del credito fiscale è difficile?

Fin qui la teoria
Ma ci sono alcuni limiti che rendono difficile, al momento, l’operazione. 

Rischio di chi compera il bonus: deve avere 5 anni di tasse certe

Nel decreto, infatti, si stabilisce che l’azienda che “acquista” il bonus fiscale deve poi ripartirlo in 5 (salvo modifiche) anni. Ebbene l’azienda che ti acquista il bonus deve essere certa di avere nei prossimi 5 anni tasse da pagare e da cui detrarre questo bonus. Potrebbe, però, capitare che in uno di questi 5 anni, magari a causa di una crisi, l’azienda non abbia tasse da pagare: in quel caso il bonus relativo a quell’anno è perso.
Non si può recuperare il credito negli anni successivi. Questo in base all’articolo 121 comma 3 del DL 34/2020.
Prova a pensare quanto sia difficile per un’azienda sapere con certezza quante tasse dovrà pagare nei prossimi 5 anni.

Chi fa lo sconto in fattura o acquista il bonus deve anticipare i soldi 

In secondo luogo occorre considerare l’aspetto finanziario che non è secondario, specie in questo periodo post lockdown dove le aziende sono state chiuse per mesi.
Se è il fornitore del cappotto che accetta di farti direttamente lo sconto in fattura significa che non incasserà nulla (o poco) e dovrà anticipare i costi dei materiali e della manodopera. Certamente negli anni questa cifra gli tornerà indietro sotto forma di risparmio fiscale, ma il fatto di doverla anticipare potrebbe essere un problema. 
Certo, il fornitore di cappotti potrebbe chiedere un finanziamento in banca ma a questo punto il 10% di extra bonus che guadagna con lo sconto in fattura non sarebbe sufficiente per coprire gli oneri finanziari. 

Iter burocratico per cessione credito/sconto in fattura

Per perfezionare la cessione del credito è necessario ottenere un (1) visto di conformità da un soggetto abilitato alla trasmissione delle dichiarazioni (commercialista, consulente del lavoro, periti camerali o CAF) che attesti la regolarità della documentazione e dei presupposti che danno diritto alla detrazione. 
Oltre a questa certificazione del commercialista occorre avere (2) l’asseverazione dei tecnici abilitati che devono certificare il rispetto dei requisiti previsti dai decreti in materia e la corrispondente congruità delle spese di risparmio energetico. Copia di questa asseverazione va (3) spedita anche all’Enea.
Un’altra (4) asseverazione riguarderà anche i prezzi dell’intervento che dovranno essere dichiarati congrui rispetto al prezzario della regione Veneto (nel nostro caso dato che operiamo in Veneto). 
Occorrerà essere sicuri che l’immobile sia conforme al progetto depositato, senza abusi o irregolarità che farebbero decadere il 110%. 

Insomma la situazione reale è più complessa della semplice teoria. 

Cerchiamo di approfondire meglio questi aspetti e caliamoli nella nostra realtà

come ottenere il 110%

Come gestite il cappotto? appalto? unica fattura? 

Noi, da sempre, abbiamo scelto di suggerire alla nostra clientela la formula del “chiavi in mano”. Crediamo, infatti, che i prodotti di qualità elevata debbano prevedere anche un servizio di consulenza, progettazione, consegna ed installazione per poter dare al cliente il miglior risultato possibile. Chi sceglie di non avere questa assistenza perde, secondo noi, un opportunità e si carica sulle spalle l’onere di dover gestire situazioni di cantiere non sempre facili. Ma chiaramente questa è la nostra visione e, va detto: questi servizi hanno anche dei costi più elevati rispetto al “fai da te”.
Credo sia comprensibile che un piatto di pasta realizzato da soli, a casa propria, costi meno che lo stesso piatto di pasta mangiato al ristorante, serviti da cuochi e camerieri. 
Ebbene noi abbiamo scelto di fare il ristorante e cerchiamo, per quanto possibile, di dare un servizio “stellato” ai nostri clienti. 

Il contratto di appalto: una garanzia per te

Questa formula di “servizio chiavi in mano” si traduce in un contratto di appalto che il cliente sottoscrive con noi e che gli consente di godere di assistenza in cantiere, di un supporto post vendita, di consulenze, progetti, trasporti, installazione, interventi in caso di problemi etc. 
Questo modo di lavorare nasce innanzitutto nel settore dei pavimenti e bagni, che sono il nostro “core business”, cioè i settori in cui siamo specializzati, da oltre 50 anni. Ma da circa 15 anni a questa parte abbiamo richieste sempre più numerose di poter usufruire dello stesso servizio anche per altri interventi edilizi, sempre relativi alle finiture.
Per questo, da quasi 15 anni, abbiamo affiancato al settore dei pavimenti e dei bagni, il servizio di realizzazione di cartongessi e pitture e la messa in opera di cappotti ed isolamenti. Anche per questi interventi suggeriamo la formula del contratto di appalto chiavi in mano. 
Se torniamo all’esempio del ristorante, questi per noi sono i “contorni” del piatto principale. Cioè sono dei servizi ulteriori che mettiamo a disposizione ai clienti che già hanno deciso di fare con noi pavimenti e bagni, che rimangono il nostro lavoro principale. 

Perché il contratto di appalto? 

La formula del contratto di appalto è in assoluto quella che da più garanzie per il cliente finale. Niente fatture “scomposte” quindi, in cui viene fatturata la sola fornitura dei materiali mentre l’installazione a parte o fatturata da terzi, bensì un unica fattura onnicomprensiva. Ad esempio nel caso del cappotto termico (che, ripeto, per noi è un servizio che diamo affiancandolo alla fornitura e posa di pavimenti o alla esecuzione di bagni), noi gestiamo l’intervento occupandoci di tutti gli interventi accessori: rifacimento o modifica dei marmi per i davanzali delle finestre, dei marmi degli stipiti, spostamento delle grondaie ed altri interventi accessori. L’appalto chiavi in mano con fattura unica consente al cliente finale di avere 10 anni di garanzia cosa che ci rende ancor più scrupolosi nell’esecuzione dell’intervento.

Il contratto di appalto ed il Bonus 110% 

Questa nostra scelta crediamo sia positiva anche nella gestione, oggi, del Bonus 110% perché si ha un unico interlocutore (noi) per l’intervento di esecuzione dei vari lavori di ristrutturazione della casa tra cui quelli incentivati con il 110%, come il cappotto termico ed in un unica fattura vengono raggruppati tutti i sotto-interventi e gli interventi “trainati”, come il rifacimento delle finestre o il fotovoltaico.  

Ecobonus 110 e gli altri bonus

 

Serve un tecnico per accedere al Superbonus 110%?

Nel caso in cui tu decida di realizzare un cappotto e accedere al 110% è necessario incaricare un tecnico che avrà il compito – e la grave responsabilità – di asseverare (e cioè di fare una dichiarazione giurata) che gli interventi della riqualificazione energetica compiuti sono rispondenti a quanto previsto dal decreto requisiti ecobonus.
Egli, inoltre, dichiarerà la congruità delle spese sostenute e documentare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, in alternativa, che sia stata raggiunta la classe più alta, al termine dei lavori.  

110 superbonus: il tecnico abilitato

 

Prima di partire con i lavori 

Un’altra indispensabile operazione, che va fatta prima di iniziare i lavori, è l’analisi energetica preventiva che ha due finalità:

  • attestare le prestazioni energetica (e quindi ottenere il cosiddetto APE attuale, prima dell’intervento
  • stabilire con un calcolo che i lavori permetteranno il miglioramento di due classi energetiche dell’edificio. 

tecnico progettista per 110%

Alla fine dei lavori 

Come abbiamo detto il tecnico – con un’altra APE e compilando il modulo online sul portale Enea – dovrà infine attestare la situazione dopo l’intervento e asseverare il rispetto della normativa e la congruità dei prezzi. I modelli predisposti dal Mise sono due: uno per gli stati di avanzamento lavori ed uno per la fine lavori.

I controlli 

Le informazioni saranno oggetto di una serie di controlli. I primi controlli sono automatici e vengono realizzati da un software direttamente sui dati inseriti sul portale ed in caso di difformità verrà mandata una segnalazione all’agenzia delle entrate che potrà attivarsi per la restituzione del bonus. Se il riscontro è positivo seguirà comunque una estrazione a campione che coinvolgerà almeno il 5% degli interventi realizzati e su questo campione verrà fatto un controllo analitico. Anche qui, in caso di problemi, l’agenzia delle entrate chiederà la restituzione sempre al cliente finale

Importanza del tecnico

Insomma sia nel caso dell’ecobonus 110% che nel caso del sismabonus l’efficacia dell’intervento va asseverata da dei professionisti incaricati. Nel primo caso con analisi preventiva e attestazione finale, nel caso di sismabonus con progettazione strutturale e certificato di collaudo statico.

In tutti i casi dovrai dunque avvalerti di tecnici che dovranno certificare con la loro firma la regolarità e l’efficacia degli interventi di efficientamento termico o antisismici compiuti e che rispondono, civilisticamente e penalmente, in caso di dichiarazione infedele. 

Costo del tecnico

Le parcelle dei progettisti e del termotecnico sono, anch’esse, agevolate con il 110%? certamente! Anche le parcelle vanno a sommarsi ai costi dei singoli interventi e sono detraibili al 110%. Attenzione però: le parcelle faranno parte del relativo massimale.
Mi spiego meglio: se hai deciso di eseguire il cappotto ed il massimale è di 50.000 (perché la tua è una abitazione singola) questa cifra è il costo massimo che puoi detrarre al 110% e comprende sia il costo dell’intervento sia l’ammontare della parcella che, sommati, devono quindi essere inferiori ai 50.000€.

Per ulteriori dettagli clicca “dettagli”

+ dettagli

Termotecnico: asseverazione per ottenimento superbonus

Il termotecnico, secondo le linee guida predisposte dal Mise, deve dichiarare

  • il rispetto dei requisiti secondo quanto indicato dal progetto, degli attestati di prestazione energetica preliminari e delle caratteristiche tecniche dei componenti acquistati, che si deducono dalle schede tecniche fornite dai produttori e allegate alle fatture;
  • la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. 

L’asseverazione verrà effettuata presentando un modulo specifico (che sarà predisposto dal Mise) e potrà essere, eventualmente suddivisa in tre momenti: al primo stadio di lavori del 30%, al secondo del 60% e, l’ultima, alla fine dei lavori. Le asseverazioni durante i lavori consentiranno la cessione del bonus a terzi: la cessione, infatti, può avvenire con almeno il 30% dei lavori di efficientamento energetico ultimati. 

L’ENEA rilascerà una ricevuta informatica comprensiva del codice identificativo dell’istanza a certificare l’avvenuta asseverazione. 

Termotecnico: obbligo assicurativo

Il tecnico ha l’obbligo di dichiarare, altresì, il massimale della propria polizza assicurativa che dovrà essere non inferiore a 500.000 euro. Assicurazione che risponderà in caso di asseverazioni mendaci. 

Come avviene l’asseverazione dell’ecobonus

L’asseverazione avverrà mediante compilazione di una sezione on line sul sito di Enea e, tra le altre cose, riporterà la dichiarazione che l’edificio ha conseguito il miglioramento di due classi energetiche.

I controlli di Enea sulle asseverazioni e sugli interventi

Enea si riserva di effettuare dei controlli, innanzitutto della congruità tra gli importi dichiarati ed i costi unitari massimi previsti sempre dal Mise. Verranno poi controllati i dati del beneficiario del bonus e della regolarità della polizza. Fatti questi primi controlli Enea si riserva di effettuare ulteriori controlli a campione di almeno il 5% degli interventi  comminando sanzioni penali ed amministrative nel caso di frodi, sovrafatturazioni o altri illeciti. Insomma i controlli ci saranno ed eventuali attestazioni non veritiere comportano “la decadenza del beneficio”, cioè la necessità di restituire una cifra pari al bonus (anche se già ceduto a terzi), e si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689. Anche il tecnico rischia grosso: “Il tecnico che sottoscrive una asseverazione falsa è punibile con una sanzione tra i 2 ed i 15 mila euro per ciascuna attestazione non veritiera”. 

Conseguenze di una asseverazione non veritiera

Ovviamente in caso di attestazioni false o infedeli, Enea provvederà anche alla segnalazione all’Agenzia delle Entrate che procederà con sanzioni e risarcimento danni verso il beneficiario del bonus. (il beneficiario è il proprietario dell’unità immobiliare, non chi ha eseguito i lavori o acquistato il credito di imposta). 

Documenti necessari per preparare l’analisi energetica iniziale

I documenti che servono al termotecnico (e che dovrai procurargli) per redigere l’analisi energetica iniziale dell’edificio sono:

 

  • Piante edificio, meglio se in formato DWG o PDF

     

  • Sezioni edificio, meglio se in formato DWG o PDF

     

  • Prospetti con segnata l’esposizione nord, sud, est, ovest

     

  • Indirizzo preciso dell’edificio

     

  • Anno di costruzione

     

  • Stratigrafia delle murature

     

  • Stratigrafia dei solai

     

  • Stratigrafia copertura

     

  • Una decina di foto dell’esterno dell’abitazione

     

  • Dati catastali ( foglio, mappale, sub)

     

  • Legge 10 edificio se presente

     

  • Serramenti:
    •  

      Tipologia di telaio
    •  

      Tipologia di vetro
    • Anno di installazione

       

  • Impianto
    • tipologia di impianto

       

    • Tipologia di termoregolazione

       

    • Tipologia di generazione

       

    • Foto targhetta caldaia o pompa di calore

       

  • Codice catastale e piante catastali 

     

  • Tipologia di interventi previsti?
    • cappotto

       

    • isolamento pareti o solai

       

    • pompa di calore
    • Fotovoltaico
    • altro?

  • Eventuale APE attuale 

     

  • Eventuale APE precedente all’attuale se presente è avere indicazioni per cosa è stato utilizzato  ( compravendita, detrazione fiscale, locazione, ecc)

     

  • Bollette gas metano di due anni per impianti  a gas

     

  • Bollette GPL per impianti a GPL

     

  • Bollette Energia elettrica per impianti in pompa di calore

     

  • Quantità di Pellet o legna utilizzata ogni anno per impianti a biomassa.

Requisiti degli interventi di isolamento termico in base alle zone climatiche

Le zone dove installiamo cappotti termici sono su tutta la provincia di Lecce, entrambe in zona climatica E. I valori di trasmittanza massimi consentiti per l’accesso alle detrazioni, in queste zone climatiche, sono i seguenti:

Tipologia di interventoRequisiti tecnici di soglia per la tipologia di intervento
Strutture opache orizzontali: isolamento coperture (calcolo secondo le norme Uni En Iso 6946)≤ 0,20 W/m²*K
Strutture opache orizzontali: isolamento pavimenti (calcolo secondo le norme Uni En Iso 6946)≤ 0,25 W/m²*K
Strutture opache verticali: isolamento pareti perimetrali (calcolo secondo le norme Uni En Iso 6946)≤ 0,23 W/m²*K

Sostituzione di finestre comprensive di infissi (calcolo secondo le norme Uni En Iso 10077-1)

≤ 1,30 W/m²*K

 

La domanda: fate lo sconto diretto in fattura del bonus 110?

In moltissimi ci chiamano, infatti, chiedendoci: “ok, ma alla fine voi, lo fate lo sconto in fattura?“. 

La risposta forse l’hai intuita leggendo l’articolo fino a qui. Non possiamo fare tutti gli interventi che ci vengono richiesti ma cercheremo di soddisfare questa richiesta se ci viene fatta da un cliente che ci abbia già scelto per l’installazione dell’impianto fotovoltaico, il cappotto termico,pompa di calore e caldaia ibrida.
In quel caso vogliamo riuscire a soddisfare Il cliente (presente o passato) e faremo il possibile per garantirgli  lo sconto in fattura

Ma facciamo un passo indietro. È vantaggioso per te, per il cliente finale, lo sconto in fattura? 

Vantaggi e svantaggi dello sconto in fattura? 

Se puoi portare in detrazione il 110% (quindi se hai molte tasse da pagare) e se hai la liquidità necessaria per pagare l’intervento, ti conviene tenere per te il 110% e realizzare l’intervento senza cedere il credito. 

Se, invece, non hai liquidità ma hai un istituto di credito che ti finanzia e che è disponibile ad acquistare il credito (supponiamo Unicredit) ricaverai 102 (quindi un 2% in più) rispetto a quanto otterresti con lo sconto in fattura. Quindi anche passare attraverso la banca ti garantisce un maggior vantaggio. 

Perchè allora uno dovrebbe volere lo sconto in fattura? 

I benefici dello sconto in fattura del bonus

Il vantaggio principale – ed il motivo per cui viene richiesto lo sconto in fattura – sta nel fatto che il cliente finale delega tutta la parte burocratica al fornitore il quale si incaricherà sia dell’esecuzione dei lavori, sia delle formalità per l’ottenimento del bonus e per la eventuale cessione a banche, finanziarie o enti terzi. 
In sostanza il cliente beneficia del cappotto o della nuova caldaia in pompa di calore a costo zero (o quasi). 
Chi decide di fare questo interventi, non solo non spenderà nulla, ma si troverà a godere di un miglior confort abitativo e potrà risparmiare sia sul riscaldamento invernale che sulla climatizzazione estiva. Avrà una casa più efficiente, più bella (anche la tinteggiatura sul nuovo cappotto rientra nel bonus), e quindi con un maggior valore nel caso in cui volesse rivenderla. 

E tutto questo senza dover finanziare l’intervento o occuparsi delle pratiche di detrazione fiscale nei prossimi 5 anni. 

Meglio sconto in fattura o utilizzo diretto del bonus?

Quindi, effettivamente lo sconto in fattura, a fronte della perdita di un 10% di bonus rende tutto molto più semplice ed immediato, per cui sembra la strada più conveniente.

Questo, però, lo hanno capito in moltissimi, al punto che sono decine ogni giorno le persone che ci chiedono interventi con sconto diretto in fattura e, come abbiamo già detto, noi non possiamo accontentare tutti.

Quello che molti stanno già facendo è chiedere ad una moltitudine di fornitori di cappotti (inviando mail a destra e a manca) nella speranza di trovare, finalmente, quello disposto a soddisfare la richiesta dello sconto in fattura. Senza nemmeno preoccuparsi della qualità dell’intervento, dei protocolli seguiti, dei materiali utilizzati. 

Noi, come abbiamo detto, siamo a disposizione di chi debba effettuare un intervento più esteso, che coinvolga l’intera abitazione compresi pavimenti, bagni, arredamento… Questi sono i lavori per i quali (anche prima dell’avvento del 110%) siamo più preparati e che sappiamo fare. 
Se non sei in questa situazione la strada migliore è quella di rivolgersi alla tua banca e riuscire ad ottenere un finanziamento ponte e la successiva cessione del bonus. 

Cliccando su dettagli un esempio di come noi facciamo lo sconto in fattura:

+ dettagli

Preventivo degli interventi 110%

  • Pompa di calore compresa di installazione, elementi di corredo (filtri, serbatoi etc) e realizzazione dell’impianto a pavimento. Massimale di 30.000 euro: ne sfrutteremo circa 20.000 per pompa di calore ed installazione, 10.000 ci serviranno per l’impianto a pavimento (serpentine, pannelli e collettori). Quindi la spesa sarà 30.000
  • Impianto fotovoltaico da 6 kw = circa 15.000 euro
  • Batteria di accumulo Tesla da 13,5 kw = circa 13.000 euro
  • Cappotto dell’edificio: supponendo ci siano anche dei costi correlati (rifacimento marmi delle finestre, etc) teniamo come riferimento il massimale e supponiamo una spesa di 50.000

Il totale ipotetico di questi 4 interventi è di 108.000 euro.

Quali documenti per ottenere lo sconto in fattura? 

I documenti che il tuo tecnico dovrà preparare sono molti ma sono quelli necessari perchè tu ottenga il bonus 110% che poi utilizzerai per pagare la nostra fattura. Qualcuno potrebbe dire: ma devo occuparmi io di questi documenti? Non potete occuparvene voi? 

La dicitura “sconto in fattura” può, infatti, trarre in inganno e potrebbe sembrare che sia il fornitore a doversi occupare di tutto. 

Attenzione: la responsabilità della correttezza dei documenti è posta, dalla legge, in capo al committente. Pertanto sei tu, o meglio è il tuo tecnico, a doversi preoccupare della regolarità della documentazione e sei tu a correre dei rischi se i documenti non vengono predisposti correttamente. Ci saranno controlli accurati negli 8 anni successivi all’attribuzione del bonus 110. 

In sostanza è meglio che sia tu ad occuparti della correttezza dei documenti vista la posta in palio.

Tornando al cosiddetto “sconto in fattura”: i lavori non ce li pagherai con il solito bonifico o con una assegno ma consegnandoci il superbonus 110% che hai ottenuto.
Sempre che, chiaramente, tu riesca ad ottenerlo! 

Clicca qui di seguito per vedere quali sono i documenti necessari.

 

Prenota il tuo cappotto o la nuova caldaia al 110%

Vuoi prenotare l’esecuzione di un cappotto o la sostituzione di una caldaia con il bonus 110%? Abiti a Lecce o in provincia di Lecce e vuoi approfittare dell’ecobonus per ristrutturare la casa, renderla più efficiente, aggiungere un impianto fotovoltaico oppure rifare i serramenti? 
Compila questo modulo e facci capire le tue esigenze, senza impegno! Se siamo in grado di fare l’intervento che chiedi ti contatteremo telefonicamente per approfondire meglio. 

 

Lo sconto in fattura per il cappotto?

Proviamo a scendere più nel dettaglio di come ci muoveremo, sulle richieste di forniture con sconto in fattura, rispondendo ad alcune domande come: ci sono dei costi da sostenere?
Insomma è possibile “fare i lavori gratis”, beninteso quelli oggetto del 110, senza nessun esborso, rivolgendoci a noi? 

Come dicevamo la grandissima maggioranza delle richieste che riceviamo sono proprio queste: clienti interessati a realizzare gli interventi senza sostenere alcun costo. Almeno 10 al giorno sono le richieste di clienti che ci chiamano proponendoci di far loro il cappotto con lo sconto diretto in fattura o di sostituirgli “gratis” la caldaia con una pompa di calore. Ma tutti i nostri dipendenti, i loro genitori, gli amici, gli artigiani che collaborano con noi, gli architetti… tutti hanno una casa e tutti vorrebbero fare questi lavori gratis.

Per questo motivo come dicevo, la risposta la risposta non può essere sempre “si.

Per una serie di fattori:
1) Non abbiamo la capacità operativa di soddisfare tutte queste richieste che sono centinaia di volte superiori alla nostra potenzialità
2) In secondo luogo ci pare corretto dare precedenza ai clienti che ci hanno già scelto o che ci stanno scegliendo anche per gli altri lavori di casa, non solo per quelli “gratis”. 
3) Non abbiamo una “capienza fiscale infinita”, per cui anche volendo accontentare tutti dovremmo essere sicuri di dover pagare tasse sufficienti nei prossimi 5 anni da poter detrarre il credito fiscale. E del futuro “non v’è certezza”. Tanto più nella situazione attuale post Covid. 
4) Facendo quasi solo ristrutturazioni abbiamo già dei crediti fiscali che lo stato ci “impone” da qualche anno ormai. Sono quelli che maturiamo su ogni “bonifico ristrutturazione” da cui lo stato l’8% che poi diventa un credito di imposta nell’anno successivo. Questo 8% che ci viene tolto sui bonifici per ristrutturazioni a fine anno raggiunge cifre ragguardevoli, che diventano crediti da scalare dalle tasse dell’anno successivo (che si aggiungerebbero ai bonus 110%). Questo significa che la nostra “capienza fiscale” è già praticamente ridotta quasi a zero con questi anticipi “forzosi” che lo stato si trattiene.
5) L’acquisizione del credito tramite lo sconto in fattura ci richiede di avere la liquidità necessaria per anticipare i costi di manodopera e di materiali. In questo momento post covid non è facile per la aziende avere questa liquidità, vero che la si recupera in 5 anni. Aggiungo che il “premio” del 2% di interessi annui (da 100 a 110) non è così interessante. 
6) lo sconto in fattura richiede moltissima “burocrazia“: si pensi solo al visto di conformità di un commercialista o di un CAF che un iter non semplicissimo.

Quindi devo purtroppo dirti che lo sconto direttoin fattura lo faremo solo in rarissimi casi privilegiando chi ci sceglie per fare, oltre agli interventi 110%, anche i pavimenti, i bagni, i pavimenti esterni, l’arredo della cucina o delle altre stanze della casa. 

110 bonus fattura diretto

Cessione del credito fiscale o cessione del bonus 110%

Sempre nel “Decreto Rilancio” è prevista una seconda possibilità per dare modo a proprietari che non hanno capienza fiscale e nemmeno liquidità per fare l’intervento.

Si tratta della possibilità di cedere – da parte del cliente finale o dell’esecutore – il credito fiscale ad aziende terze o a banche o a finanziarie. 

Cessione del 110% a Banche
Unicredit e Banca Intesa sono le due banche che per prime hanno approntato gli strumenti per acquisire il bonus 110% da aziende e clienti finali, ma oggi sono molte le banche che acquistano il credito

Chi compera il bonus 110%?

Al momento gli operatori che si propongono di acquistare i bonus sono le ESCO, alcuni intermediari finanziari e le banche. Questi ultimi sono gli interlocutori migliori, sia perché tu sei già loro cliente e loro già ti conoscono, sia perché acquistano il credito ad una cifra attorno a 100, per cui ti permettono di rientrare quasi completamente della cifra spesa. 

L’ecobonus 110% è cedibile più volte?

Sembrerebbero non esserci limiti al numero di cessioni del bonus, quindi la risposta è si, il credito può essere ceduto ad un soggetto che a sua volta lo può cedere ad un altro e così via, senza limiti. 
Nell’audizione alla commissione parlamentare del 22 luglio 2020 il direttore dell’agenzia delle entrate Avv. Ernesto Maria Ruffini ha precisato che: “il fornitore che ha effettuato l’intervento e gli altri cessionari possono a loro volta cedere il credito di imposta ad altri soggetti, con possibilità di ulteriori cessioni”. 

Quali sono le banche che comperano il credito e a che prezzo? 

Ad Ottobre 2020 le banche che comperano il credito e le condizioni di acquisto sono le seguenti: 

BANCHEACQ. DA IMPRESEACQ. da PERSONE
Banca Carige101 su 110102,5 su 110
IntesaSanPaolo100 su 110102 su 110
Unicredit100 su 110102 su 110
BCC101 su 110 
Banca Sella100 su 110102 su 110
Generali100 su 110102 su 110
Itas 100 su 110
Poste Italiane 103 su 110
BNL100 su 110 
Bper 100 su 110102 su 110
Credit Agricole100 su 110 
B.P.Sondrio100 su 110102 su 110
Unipol Sai102 su 110 

La procedura per ottenere il 110% sui cappotti

Le procedure per ottenere il 110% sui cappotti termici prevedono alcuni obblighi: documenti da presentare, analisi da effettuare ed asseverazioni da acquisire oltre a relazioni da trasmettere ad Enea. 
Vediamoli nel dettaglio.

Relazione tecnica

Per ottenere il 110% sarà necessario presentare al comune, contestualmente alla dichiarazione di inizio lavori o alla richiesta di autorizzazione dei lavori, la relazione tecnica prevista dall’articolo 8 comma 1 del D.lgs 192/2005.
Questa relazione deve attestare la conformità del progetto presentato alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e degli impianti termici. 
Tale adempimento è previsto anche nel caso di installazione di una pompa di calore di potenza termica ma solo se superiore ai 15 Kw.

Asseverazione

Un altro documento che bisogna far predisporre è l’asseverazione da parte di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti e la congruità delle spese da sostenere. 

Analisi energetica preventiva

Prima dei lavori è necessario acquisire una analisi energetica, che dovrà essere redatta da un termotecnico, in modo da avere un attestato di prestazione energetica (APE) che fotografi la situazione prima dell’esecuzione del cappotto termico. 

Bonus 110: analisi fattibilità salto due classi
Il percorso per l’ottenimento del 110%: l’analisi energetica e l’analisi della fattibilità del salto delle due classi

Analisi energetica successiva

Al termine dei lavori occorrerà predisporre un secondo APE che analizzi l’involucro dell’edificio con il nuovo cappotto e misuri il risultato raggiunto.

Bonus 110%: l'asseverazione finale e l'ape post
Al termine dei lavori il termotecnico dovrà asseverare i lavori svolti e produrre l’APE post.

Bonifico 

Come per le altre agevolazioni la fattura dovrà essere pagata con bonifico bancario o postale “parlante” dal quale risultino il numero e la data della fattura, la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA, il codice fiscale del soggetto a favore del quale hai effettuato il bonifico. 

Relazione a Enea

Entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori dovrai trasmettere (o far trasmettere) all‘Enea i dati contenuti nella scheda descrittiva dell’intervento. I dati sono quelli contenuti negli allegati C e D e serviranno per identificare la tipologia di edificio in cui è stato realizzato il lavoro di isolamento mediante cappotto termico ed il tuo nominativo in quanto contribuente che ha sostenuto la spesa. 
Sempre all’Enea occorrerà trasmettere anche l’asseverazione del rispetto dei requisiti previsti e la corrispondente dichiarazione di congruità delle spese sostenute per realizzare il cappotto termico. 

Tutti questi documenti dovranno essere conservati in modo da poterli esibire in caso di controlli.

Prenota il tuo cappotto o la nuova caldaia al 110%

Vuoi prenotare l’esecuzione di un cappotto o la sostituzione di una caldaia con il bonus 110%? Abiti a Lecce o in provincia di Lecce e vuoi approfittare dell’ecobonus per ristrutturare la casa, renderla più efficiente, aggiungere un impianto fotovoltaico oppure rifare i serramenti? 
Compila questo modulo e facci capire le tue esigenze, senza impegno!
Non appena la norma sarà chiara ti contatteremo per i lavori che desideri fare. Grazie!  

Sovrafatturazione e bonus 110%: quali rischi?

Inutile negarlo: molti sono i clienti che stanno pensando di ristrutturare la casa “spostando” anche costi che non sono agevolabili al 110% e facendoli figurare come spese per la realizzazione del cappotto o per la sostituzione della caldaia con una pompa di calore. 

Magari nel fare il cappotto si rifanno anche le pavimentazioni esterne e allora perché non aumentare fittiziamente il costo del cappotto alzando il prezzo al metro quadrato in modo da ricomprendere altri costi che altrimenti non sono agevolabili? 

Sovrafatturazione per avere l’intervento gratis

Se, poi, il cliente riesce ad ottenere lo sconto in fattura o la cessione del credito, questa sovrafatturazione gli potrebbe consentire di avere l’intervento completamente gratis. Dal dal momento, poi, che il bonus viene ceduto (al fornitore o a terzi) la sensazione del cliente finale è di “passare il problema ad altri“, dal momento che lui non ha speso nemmeno un euro per il lavoro. 

Ebbene non è così. 

A rischiare è l’acquirente finale, non il fornitore né il cessionario

Il fisco considera “beneficiario del bonus” l’acquirente, anche se ha ceduto il bonus, ed è su di lui che scatteranno la richiesta di restituzione del bonus in caso di dichiarazione falsa o infedele e le sanzioni. 
Anche la Guida dell’agenzia delle entrate, nel paragrafo “i controlli dell’agenzia” scrive che il controllo si applica “nei confronti dei soggetti che esercitano l’opzione“, quindi dei soggetti che hanno avuto il bonus ed hanno optato per cederlo, ma non dei destinatari, infatti: “i fornitori ed i cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare“. 

Tradotto: se il tuo fornitore ti convince a sovrafatturare un intervento in modo da consentirti – mediante lo sconto in fattura o la cessione – di non pagare nulla il rischio sarà tuo e non del fornitore. 

Massimali di costo da non superare

In ogni caso l’agenzia delle entrate ha stabilito dei “massimali specifici di costo” per cui gli importi devono rispettare queste tabelle di costo massimo, che sono soggette a controllo certo da parte di Enea.

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I costi massimi degli interventi 110%

Ti preciso che si tratta di costi che escludono l’iva, le tariffe professionali dei tecnici e dei progettisti e le opere complementari relative alla messa in opera, come ponteggi o noleggio di piattaforme.

Il prezziamo del Mise non è l’unico che il committente può utilizzare, c’è la possibilità di usare anche il prezziario regionale o quello del genio civile, ma quello del Mise è quello che noi consigliamo di adottare.

Altra precisazione: le tabelle che vedi qui di seguito fanno parte di una serie di costi massimi in fase di approvazione, si tratta di una bozza che deve ancora essere approvata definitivamente.  

Ecco i prezzi massimi degli interventi:  

  • Isolamento di strutture opache verticali (cappotti):

Cappotto esterno 150,00 € / mq. 
Cappotto interno80,00 € / mq. 
Parete ventilata200,00 € / mq. 
  • Isolamento di strutture opache orizzontali (tetto o sottotetto)

Isolamento esterno 230,00 € / mq. 
Isolamento interno100,00 € / mq. 
Copertura ventilata250,00 € / mq. 
  • Caldaie pompa di calore 

Compressione di vapore elettriche o azionate da motore primo e pompe di calore ad assorbimento aria/aria600,00 €/kwt 
Compressione di vapore elettriche o azionate da motore primo e pompe di calore ad assorbimento non aria/aria1.300,00 € / kwt 
Pompe di calore geotermiche1.900,00 € / kwt 

 

Bonus 110%: quale aliquota iva? 

Gli interventi trainanti che danno diritto al Superbonus del 110%, cappotto e caldaia, possono avere differenti aliquote iva, in base ai diversi casi, anche se nella grande maggioranza dei casi godranno di iva al 10%. 

Per l’applicazione del nuovo cappotto si applicherà l’iva al 10% nel caso in cui l’intervento sia regolato da un contratto di appalto anche perché il tipo di intervento sarà una manutenzione straordinaria, una ristrutturazione o un restauro e risanamento conservativo. 

Nel caso della sola sostituzione della caldaia ci troveremmo nella fattispecie della manutenzione straordinaria ed in presenza di un bene significativo (la caldaia). In questo caso l’applicazione dell’iva al 10% è possibile solo per una quota parte del costo della caldaia, quota pari al costo della manodopera. Il caso dei beni significativi lo abbiamo spiegato nell’articolo: iva agevolata e beni significativi: l’esempio dei sanitari.

In ogni caso il 110% si calcola sull’intero importo, comprensivo dell’iva. 
Facciamo un esempio: il massimale di spesa per il cappotto di una abitazione singola è 50.000. Pertanto se il cappotto costa 45.000 euro più iva al 10% = 49.500 euro (inferiore a 50.000) l’intera cifra di 49.500 è ammessa a godere del bonus 110 e genererà un credito fiscale di 54.450. Se il fornitore del cappotto concede lo sconto in fattura emetterà una fattura a zero verso il cliente finale, che non paga nulla, e potrà andare a dedurre dalle proprie imposte la cifra di 54.450 che lo ripaga sia dell’imponibile che dell’iva, oltre a garantirgli un 10% di profitto perché tale beneficio lo si riceve in 5 anni. 

Schermature solari 

Le schermature solari che hanno i requisiti tecnici adeguati possono considerarsi beni diversi dalle materie prime e semilavorate. Alla loro installazione si può applicare l’iva al 10% nei lavori di restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia ed urbanistica

(consulenza giuridica n. 10 del 2 Ottobre 2020) 

Colonnine di ricarica 

Se la colonnina viene installata contestualmente alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico da parte o per conto di chi realizza l’impianto può essere applicata l’aliquota del 10%.

(Risposta all’interpello n. 218 del 14 Luglio 2020, Agenzia delle Entrate)

Lavori di demolizione e aumenti volumetrici 

L’agenzia delle Entrate ha riconosciuto l’applicazione dell’iva ridotta al 10% sulle demolizioni propedeutiche ai lavori di ristrutturazione edilizia purchè gli eventuali incrementi di volumetria siano compatibili con gli interventi di ristrutturazione. 

(Risposta all’interpello n. 446 del 6 Ottobre 2020, Agenzia delle Entrate)

Impianti a energia solare

L’Agenzia delle Entrate afferma che la realizzazione di un impianto che sfrutta la luce solare per la produzione di energia termica o elettrica è applicabile l’aliquota iva del 10%, purchè ricompreso nella più ampia categoria di “impianti di produzione e reti di distribuzione calore-energia e di energia elettrica da fonte solare- fotovoltaica”. 

(Principio di diritto n. 15 del 14 Settembre 2020, Agenia delle Entrate). 

Cappotto in condominio e bonus 110%

In condominio i lavori che possono dare accesso al superbonus 110% devono essere approvati in assemblea. Occorre che l’assemblea venga organizzata fisicamente e non in forma telematica (la videoconferenza a norma del 1136 C.C. non è considerata legittima).
Ma quali sono i massimali?
Trattandosi di interventi su edifici “volti al miglioramento del consumo energetico ed all’utilizzazione di fonti di energia (…) le decisioni sono valide se adottate con la maggioranza degli intervenuti a patto che rappresentino almeno un terzo del valore dell’edificio

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Coibentando il tetto si accede al 110% ?

Il Bonus 110% spetta anche alle coibentazioni di superfici inclinate per cui è chiaro che spetta anche nel caso di isolamento di tetti e sottotetti. Attenzione: la  sola coibentazione del tetto non da (quasi mai) diritto al 110% perché il DL dice che i lavori di isolamento devono incidere su oltre il 25% della superficie lorda.

In ogni caso l’isolamento/coibentazione del solo tetto darà diritto al bonus 50% ristrutturazioni o 65% se si raggiungono i requisiti minimi ex Dm 26 gennaio 2010

Sostituzione caldaia: 110% ?

La sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernali con altri con caldaia a condensazione da diritto al 50% o al 65% a seconda delle tecnologie utilizzate.

Mentre la sostituzione con una pompa di calore darà diritto al bonus 110% per una spesa massima di 20.000 € per unità immobiliare in edifici fino a 8 unità e fino a 15.000€ per unità immobiliare in edifici con più di 8 appartamenti. 

Anche in questo caso oltre all’utilizzo diretto del bonus l’acquirente può valutare la cessione del bonus o lo sconto in fattura.

La tinteggiatura della facciata da diritto al 110% ?

La tinteggiatura della facciata consente di accedere al bonus del 90% per le spese sostenute entro il 2020 su tutti gli edifici in zona urbanistica A o B. 

Se assieme alla tinteggiatura viene realizzato un nuovo cappotto termico incentivato al 110% anche la tinteggiatura sconta quel bonus con un recupero in 5 anni ed una spesa massima di 60.000 euro per unità. 

Il bonus facciate 90% consente di essere utilizzato anche per le seconde case. 

Il fotovoltaico da diritto al 110% ?

L’installazione di un impianto fotovoltaico, anche con eventuale sistema di accumulo integrato, da diritto al bonus 50% con un plafond massimo (ristrutturazione edilizia) di 96.000 euro. 

Se l’installazione del fotovoltaico viene eseguito insieme ad un cappotto o ad un intervento di risanamento sismico, soggetti a bonus 110%, anche sul fotovoltaico il bonus sale al 110% dal 1 luglio 2020.

La spesa massima, però, diventa di 48.000€ (con un limite di 2.400€ ogni kw installato e 1.000€ ogni kw di accumulo).

Come detto la detrazione si applica anche nel caso in cui si decida di acquistare, oltre al fotovoltaico, anche dei sistemi di accumulo. L’importo del massimale di spesa resta quello complessivo previsto per l’impianto fotovoltaico ed, in ogni caso, il sistema di accumulo non può superare l’importo di 1.000 € per ogni kw. 

Ecobonus 110% e colonnine di ricarica auto elettriche

L’installazione di “infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici” (quindi la classica colonnina di ricarica per auto elettriche o delle stazioni di ricarica da garage) possono ottenere il 110% se abbinate ad uno dei due interventi trainanti (cappotto o pompa di calore) fino ad un limite di spesa di 3.000 euro. 

Il nuovo condizionatore… 110% ?

Per l’acquisto e l’installazione di un condizionatore in pompa di calore si ha diritto al bonus edilizio del 50% con il plafond di 96.000€ per unità immobiliare. 

Si può anche inserire nel bonus mobili (bisogna avere una ristrutturazione in corso per ottenere il bonus mobili) ottenendo sempre una detrazione del 50%, in quanto elettrodomestico, a patto che sia in classe almeno A+.

Non è possibile ottenere il 110% sul nuovo condizionatore. 

Sostituzione delle finestre e bonus 110%

La sostituzione delle finestre da diritto al bonus 50% sulla ristrutturazione con una spesa massima entro i 96.000 del plafond ristrutturazione. 

Se le finestre hanno certi requisiti di isolamento termico si può accedere, in alternativa, all’ecobonus. La percentuale rimane sempre del 50% se avviene in singole unità immobiliari mentre sale al 65% se avviene in condominio. Ma consente di accedere ad un altro plafond di 92.307€ per unità abitativa. 

Ma se l’intervento di sostituzione delle finestre viene fatto assieme ad un intervento trainante (cappotto o pompa di calore) si può accedere al bonus 110% con un massimale di spesa di 650 euro al metro quadrato, per la zona climatica E di tutta la provincia di Lecce.
Il massimale non è elevatissimo e ci consente di acquistare solo delle finestre in PVC con profilo abbastanza basico. In questo caso, se vuoi rinnovare anche i serramenti il consiglio che ti do è quello di chiedere un prodotto che sia almeno di fascia media (profilo in PVC migliorato oppure alluminio/legno) pagando di tasca tua la differenza al serramentista. 

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Il decreto attuativo in corso di approvazione sembra confermare che la sostituzione delle finestre potrebbe riguardare solamente i serramenti che insistono sulla stessa superfici di involucro oggetto del cappotto termico. Cioè: se si decide di realizzare il cappotto al piano primo di una abitazione di due piani la sostituzione dei serramenti al piano terra non rientrerebbe nell’agevolazione.

Soglie in marmo e davanzali: bonus 110%?

Nel caso in cui per realizzare il cappotto termico sia necessario effettuare la sostituzione delle soglie in marmo o di davanzali anche questi interventi possono accedere al bonus del 110% secondo il principio più volte espresso dall’agenzia delle entrate per cui l’intervento di categoria superiore (cappotto termico) assorbe quelli di categoria inferiore (rifacimento davanzali in marmo o stipiti). Lo prevede la risoluzione dell’agenzia delle Entrate 147/e/2017.

Bonus 110% e biomasse: stufe e camini

Anche se sembra in contraddizione con l’obiettivo della norma del bonus 110% che è quello di agevolare la diffusione delle pompe di calore elettriche, è possibile ottenere il bonus del 110% anche sull’acquisto di un impianto di riscaldamento invernale a biomasse (legna o pellets).

Questo se il cliente decide di realizzare un isolamento a cappotto della propria casa (intervento trainante). 
Il limite di spesa per l’acquisto dell’impianto a biomasse è di 60.000€

Il 110% spetta anche nel caso di demolizione e ricostruzione?

Il bonus 110%, secondo le recenti (3 Luglio 2020) modifiche approvate dalla commissione bilancio, spetta anche in caso di demolizione e ricostruzione. Chiaramente solo per gli interventi di riqualificazione energetica o sismica, non per le altre spese (impianto elettrico, impianto idroelettrico-sanitario, intonaci, tinteggiature…) necessarie per la ricostruzione della casa che saranno, comunque, agevolabili al 50%. 

Il bonus 110% spetta anche nel caso di cappotto interno?

La legge ci consente di usufruire del 110% sia nel caso di cappotto esterno, che interno (ed anche di eventuali isolanti insufflati nell’eventuale intercapedine del muro). Il miglior cappotto in assoluto è di gran lunga quello realizzato all’esterno che permette di chiudere bene l’edificio evitando ponti termici. Il cappotto interno si valuta solo in alcuni casi dove vi è l’impossibilità di procedere altrimenti. 

Prenota il tuo cappotto o la nuova caldaia al 110%

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Lo spirito della legge Ecobonus 110%

A nostro avviso lo spirito della legge 110%, l’obiettivo del governo, da molti è stato travisato e le molte richieste “strane” che stiamo ricevendo lo dimostrano. 

L’obiettivo, secondo noi, era quello di aiutare chi ha intenzione di ristrutturare una abitazione agevolando in modo importante l’acquisto di beni e servizi ben identificati (cappotto, caldaia, serramenti, fotovoltaico…), nell’ambito di un intervento complessivo più ampio

Ma la maggior parte delle richieste che riceviamo sono di eseguire, invece, “solo gli interventi 110%, dato che sono gratis” e nessun altro lavoro “a pagamento” , seppure necessario nell’abitazione e seppure correlato agli interventi 110.

Ad esempio: in una abitazione di 50 anni un intervento di ristrutturazione “serio” dovrebbe prevedere un aggiornamento dell’impianto elettrico, sebbene queste non siano “agevolate al 110%”.
Escludere l’impiantistica elettrica solo perché non agevolata al 110% non ha senso. 

Un altro esempio discutibile è quello di voler cambiare la pompa di calore “dato che è gratis” e tenere, però, i termosifoni (e tubazioni) di 50 anni fa, perché quello è un lavoro a pagamento, anche se sappiamo che la pompa di calore lavora meglio in bassa temperatura e va d’accordo con l’impianto a pavimento.

Nello stesso modo ha poco senso pianificare interventi molto invasivi su case che hanno già una classe energetica elevata, quindi con incrementi minimi dell’efficienza, solamente perché “è gratis”. 

Sinceramente questi tipi di interventi, dove vengono presi in considerazione solo gli interventi 110% e non viene fatto un ragionamento serio sul rinnovo dell’intera abitazione, secondo noi (e secondo molti tecnici con cui ci siamo interfacciati) non hanno senso e noi non li prenderemo in considerazione. 

fonte

https://www.fratellipellizzari.it/blog/110-bonus-ristrutturazione?page=1